NON SI SCHERZA SUL #DIRITTOALRESPIRO, UN DIRITTO FONDAMENTALE A CUI NESSUNO DEVE RINUNCIARE:
LA MIA PDL SULLE SOSTANZE ODORIGENE 🎈
Con grande emozione, oggi vi presento la mia prima Proposta di legge sulle sostanze odorigene e vi parlo di #diritto al #respiro.
Può sembrare strano, lo so, ma la proposta di legge non fa altro che garantire questo diritto fondamentale, introducendo nel Testo unico ambientale un argomento finora trascurato e colmando la lacuna legis attuale. Introduciamo infatti il concetto di #sostanzeodorigene. Nella normativa vigente non ci sono specifici riferimenti alla necessità di contenere i cattivi odori, quasi sempre sintomo di una forma di inquinamento. E se mancano limiti e riferimenti normativi, non è possibile nemmeno sanzionare chi produce questi odori molesti né si può intervenire in casi eclatanti. La salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente non possono aspettare. Con questa legge garantiamo il diritto al respiro dei cittadini e rendiamo più puliti gli impianti di trattamenti dei rifiuti, le industrie e soprattutto le nostre città.
Con il progetto di legge “Diritto al Respiro” a mia prima firma intendiamo modificare il Testo Unico Ambientale al fine di colmare un vuoto normativo esistente in materia di sostanze odorigene. Il testo introduce concetti innovativi e regole nuove per impianti come trattamento rifiuti, discariche, raffinerie, depuratori ed allevamenti intensivi.
Sarà Innanzitutto finalmente individuata la definizione di molestia olfattiva, ossia il massimo disturbo che gli impianti possono arrecare a chi vive attorno ad essi in termini di odori. Questi disturbi dovranno essere considerati di valutazione di impatto ambientale, sia che tali possano generarsi normalmente o in particolari condizioni anomale o transitorie.
Verranno definiti poi i limiti di emissione, sia alla sorgente che al recettore. Su quest’ultimo sarà importante anche il monitoraggio che le Regioni saranno tenute a svolgere sistematicamente oltre che a raccogliere le segnalazioni da parte della cittadinanza.
Stabiliti i limiti, si inaspriscono le sanzioni e le conseguenze per chi li supera: si potranno infatti applicare le stesse sanzioni che valgono per gli altri inquinanti in atmosfera, come ad esempio le polveri sottili. Un superamento sistematico potrà comportare anche alla diffida o alla sospensione delle autorizzazioni, e in funzione della gravità fino alla revoca o chiusura del sito.
Maggiori tutele, maggiori oneri: il progetto di legge intende potenziare anche i fondi destinati alle Arpa per i monitoraggi ambientali, destinando ad esse i ricavi provenienti dalle sanzioni comminate ai sensi del Testo Unico Ambientale.
Sarà un percorso lungo, ma il cambiamento deve puntare alla sostenibilità ambientale e mettere il cittadino sempre al centro della propria azione, facendo cessare il baratto tra vivibilità e sviluppo.
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